Figli di una Bollicina Minore VI – A volte ritornano

Figli di una Bollicina Minore VI – A volte ritornano

Con un ritardo biblico sulla tabella di marcia posto la serata conclusiva che ha sancito la fine del sesto appuntamento di Figli di una bollicina minore. Chiedo scusa in produttori in primis ma anche ai lettori per aver lasciato incompiuta così a lungo questa edizione. A mia discolpa la mia nomina a Delegato di AIS Versilia che mi ha assorbito in questo tempo. Ma torniamo a noi. Anche in queste cinque serate di degustazione, le aziende presenti hanno presentato prodotti decisamente interessanti e con particolarità uniche. L’esperimento dell’anno scorso di avere ospiti i produttori, quest’anno si è consolidato con una serata loro dedicata che ha riscosso il meritato successo. I partecipanti, fra i quali abbiamo avuto un discreto turnover, si sono dimostrati attenti, curiosi e ben preparati. Un piacere degustare con loro. I ragazzi di Olive a Cena, location che ci ha ospitato per il secondo anno di fila, si sono dimostrati ancora una volta all’altezza della situazione sia come cucina che come ospitalità. Tutto ha girato per il verso giusto ed anche i feedback ricevuti sono tutti positivi. Un grazie a tutti, di cuore. Non mi resta che darvi appuntamento per l’edizione 2019 che ha in serbo qualche piacevole novità… ma ora non posso dirvela…;-)

Toscana: Fattoria di Montechiari, “Donna Catherine”, Brut 2015, Pinot nero 100%

Abbiamo il piacere di assaggiare nuovamente questo particolare prodotto locale, che già avevamo degustato nei millesimi 2010 e 2013. Rispetto alle passate versioni ci sembra che il prodotto abbia raggiunto una maturità che non aveva. Alla vista si presenta con di un petalo si rosa acceso con lievi nuances più scuri, con piacevole, ma non eccessiva formazione di catenelle di risalita. La pressione delicata è confermata dalla formazione della collarette all’interno del bevante. Al naso è elegante come si conviene ad una signora di classe. Gioca le sue carte su raffinate percezioni agrumate di mandarino per spostarsi a ricordi di rosa tea ed approdare ai tipici sentori del vitigno di provenienza. Fragola e mirtillo in bella evidenza. In bocca si apprezza la corrispondenza con quanto percepito al naso. La bollicina pur non essendo d’impatto, aiuta delicatamente, la freschezza e la piacevolezza di beva. Il finale di bocca ha una piacevole nota sapida che risulta apprezzabile dopo che la freschezza ha fatto il suo corso. Nella sua globalità il vino risulta piacevole e raffinato.

Toscana, Montauto, Brut s.a. Sangiovese 100%

Avevamo degustato la bollicina di Riccardo Lepri l’anno scorso. Proveniente da terreni dediti alla produzione di rossi toscani questo sangiovese ci inebria con le sue sensazioni. Appaga l’occhio alla mescita liberando diverse catenelle di piccole bollicine compatte e persistenti. Punto di forza, ancora una volta, sono le sensazioni olfattive. Apre con note agrumate calde e mature di pompelmo rosa per proseguire su note di frutta tropicale di kiwi, papaia; chiude con un piacevole burro di arachidi. In bocca se ne apprezza la potenza e la struttura. La bollicina è esplosiva, ma resta bene integrata nel gusto. Decisamente un prodotto da pasto che può accompagnarsi anche a piatti mediamente strutturati.

Toscana: Cupelli “L’Erede” Brut 2013, Trebbiano 100%

Anche questo campione nostrano è già stato degustato in passato. Devo fare i complimenti a Sara ha in questo lasso di tempo ha lavorato bene e reso più elegante questo metodo classico. Nel colore si può sempre apprezzare una tonalità verdolina che ci preannuncia la freschezza di beva. Il perlage è continuo e numeroso. Al naso le prime sensazioni sono spostate su note agrumate fresche ed accattivanti di kunquat per poi posizionarsi su ricordi di frutta alcune relative ad una susina acerba, altre che rimandano a ricordi di pesca matura. Una nota minerale lega il tutto. Alla beva è piacevole. Fresco ed elegante mentre attraversa la nostra cavità orale. La bollicina è presente ma non invasiva. Il ricordo propone una piacevole sapidità in coerenza con quanto avvertito al naso.

DOC Lessini Durello: Valleogra “Asciedum” Brut s.a., Durella 100%

Ci spostiamo in Veneto e precisamente nel territorio dei Monti Lessini formati per la maggior parte da suoli di origine vulcanica compattato in dolci colline. Il prodotto è ottenuto da solo uve Durella, allevate in agricoltura biologica, che hanno la caratteristica di essere taglienti con freschezza citrina, note minerali e da un finale piacevolmente sapido. Formato magnum, ottimo per apprezzare le caratteristiche di un vino. Queste le premesse con cui ci apprestiamo a degustare. Alla vista è di un giallo paglierino carico con una buona produzione di bollicine che perdono troppo presto la loro effervescenza. Naso d’impatto con ricordi di frutta tropicale fra cui ananas e mango su un pot-pourri di fiori bianchi e gialli appena colti. Una nota di vaniglia, leggermente sovrastante, sul finire. In bocca è largo. La freschezza attesa è lungi dall’essere tagliente e la salivazione non è copiosa. Coerente con il naso ma non con le nostre aspettative.

Emilia Romagna: La Tollara Brut 2011, Chardonnay 100%

Altra vecchia conoscenza di FBM. Nella terza edizione avevamo chiuso con questo prodotto e a distanza di tre anni ce lo ritroviamo nel bicchiere. Stessa lunga permanenza sui lieviti che rende il perlage intrigante alla vista. Tante piccole bollicine che arrivano in superficie da diversi punti del bevante. Al naso, la massa dei profumi è d’impatto. Si riconosce distintamente una nota tropicale di tamarindo ed una prugna delicata aprono lo spettro olfattivo. Segue un accenno balsamico di anice stellato ed un lontano ricordo di distillato. In bocca la bollicina risulta bene integrata e coadiuva la freschezza gustativa. Gli aromi di bocca riportano quanto sentito al naso, evolvendo in note di mentuccia. Il ricordo è gustoso e piacevolmente sapido.

Lombardia: San Michele, Brut s.a., Turbiana 50%, Chardonnay 50%

La cantina ha sede a Capriano del Colle, una piccola collina con prevalenza di argille rosse, al centro della Pianura Padana, chiamato Monte Netto. Qui si alleva prevalente mente il Marzemino ma dalla metà degli anni 2000 l’azienda ha cominciato a cimentarsi con il Metodo Classico. La scorsa vendemmia è stata la prima in certificazione biologica, importante traguardo conseguito dopo un attento processo di allevamento e produzione. I numeri di questo metodo classico che sosta 24 mesi in bottiglia sono da amatore: solo 5.000 bottiglie prodotte. Alla vista è di un brillante giallo paglierino con bollicine di pregevole fattura ma che perdurano per poco tempo. Naso elegante e con profumi ben delineati. Apre con una nota di argilla che si traduce poi in zafferano ma non pungente, suadente. I frutti sono a polpa bianca come la susina, gli agrumi ricordano il pompelmo rosa. Interessante una nota di cipria sul finire. In bocca l’agrume diventa più citrino e la salivazione copiosa, ma passato questo attimo iniziale esce la nota sapida che regola il gusto portando sostanza e saliva al centro della lingua. La bollicina che alla vita era schiva, al gusto esplode, ma resta ben legata al liquido rendendo piacevole la sua percezione. Vino da pasto con pregevole struttura.

Marche: Casale Vitali, “Mont’illi”, Brut 2015, Sangiovese e Passerina

Abbiamo già avuto modo di degustare l’azienda con sede Montelparo in provincia di Fermo nel corso di FBM IV. Una piccola segnalazione prima di degustare il prodotto. Sui dépliant scaricabili dal sito il prodotto viene definito 100% Sangiovese mentre nella retro etichetta delle bottiglie “Cuvée selezionata di Sangiovese e Passerina”. Un allineamento nella comunicazione è auspicabile. Il prodotto sosta 26 mesi sulle proprie fecce per affinare sia il bouquet che le bollicine. Versato nel bicchiere si presenta con un bel colore corallo mediamente intenso e buona produzione di piccole e dinamiche bollicine. L’impatto olfattivo è focalizzato sui frutti rossi di bosco maturi, fragole, lamponi e ribes ai quali si aggiunge una nota di susina ed amarena non ancora mature. Il finale evolve in accenni di confetto. Alla beva la bollicina è esuberante e spumosa, poi si dirada sfuggendo troppo presto dal gusto del vino. Gusto coerente col naso e buona freschezza. Piacevole sapidità in finale di bocca. Un dosaggio inferiore renderebbe più snello e scattante il vino.

Sommelierxte

Relatore AIS, bubbleslover, founder of Figli di una bollicina minore, ricercatore di metodi classici particolari.

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