Figli di una Bollicina Minore VI – Serata Produttori

La quarta serata di FBM VI è stata di quelle che faticheremo a dimenticare. Anche in questo caso si tratta di una novità assoluta rispetto alle passate edizioni. Abbiamo organizzato un mini evento nel percorso di FBM VI. I prodotti in degustazione sono stati raccontati non da me o dai miei collaboratori, ma dalla viva voce dei produttori. Come facilmente prevedibile, la loro presenza ha impreziosito e non poco l’evento. Sentire dalla diretta voce di chi ha pensato, voluto, costruito, un progetto di vino con una propria identità, legato ad un particolare territorio con particolari tecniche innovative ed uniche ha fatto assaporare i campioni con un’attenzione diversa. Anche in questa serata abbiamo avuto metodi classici freschi e minerali, addirittura sapidi come nel caso di Abissi di Bisson. Pas dosè, dosaggi Brut che hanno accompagnato le parole di chi, con dovizia di particolari ci ha raccontato il territorio. Come nella serata precedente c’è stato un piacevole fuori programma offerto dalla cantina Valtidone. Un magnum della vecchia cuvèe che ha sostato 48 mesi sulle proprie fecce. I presenti hanno apprezzato questo ulteriore assaggio ed io con loro. Unica nota sotto tono, l’assenza di Lucia Letrari, per motivi di lavoro precedentemente assunti, che ha lasciato a me la parte descrittiva dell’azienda. Motivo in più affinché sia presente a FBM VII..:-)

Toscana, La Regola, Brut 2014 pds 36  Gros Manseng. 90% Chardonnay 10%

Iniziamo giocando in casa. Siamo a Riparbella a pochi chilometri dal mare e divisi dal territorio di Bolgheri dal fiume Cecina. Siamo in terra di rossi, non a caso il vino di punta dell’azienda è La Regola un supertuscan che nato venti anni fa con una base Sangiovese del 70% , si è trasformato nel tempo fino a divenire 100% Cabernet Franc. I terreni esprimono quindi potenza ma anche una piacevole mineralità. Caratteristiche che ritroviamo nel vino versato. Brillante ed affascinante alla vista come la rappresentante della Cantina che ha presieduto la serata. Al naso si apprezza una bel frutto a pasta bianca supportato da un agrume in piena maturazione. Una pesca ed un mango caratterizzano l’olfatto. Alla beva la bollicina fa il suo ingresso in perfetta sintonia con la freschezza. Avevamo già degustato questo campione in FBM IV e mi corre l’obbligo di far notare come siano stati fatti passi in avanti a livello gustativo. Anche la chiusura di bocca, oltre ad una piacevole nota sapida si arricchisce di una sensazione di mandorla tostata che allunga il gusto.

DOC Portofino, Bisson, “Abissi” Pas Dosè 2015 pds 18  Bianchetta, Vermentino, Cimixia

Ci spostiamo di poco ed arriviamo a Sestri Levante dove nella Baia del Silenzio, alla profondità di 60 mt., viene affinato Abissi. Questa cuvèe ottenuta con uve autoctone, sapientemente recuperate e valorizzate, grazie ai terreni ricchi di sali minerali marini e ad una pressatura che estrae un leggero tannino, ci regala sensazioni minerali degne di nota. Abbiamo avuto il piacere di degustare la prima annata in commercio la 2010 ed il millesimo 2012 a testimonianza che eravamo focalizzati sul prodotto già in tempi non sospetti. Brillante giallo paglierino alla vista con buona produzione di schiuma. Naso salmastro, concentrato su note di susina e mango non perfettamente maturo. Alla beva gioca sull’eleganza e la finezza. Gusto imperniato sulla sapidità e freschezza sostenuto da una bollicina suadente che accarezza con la necessaria pungenza la nostra cavità orale. La persistenza è lunga e dinamica, presentandosi come una volata ciclistica a tre. Anche questo metodo classico è in crescita rispetto al passato.

Emilia Romagna, Cantina Valtidone, “Perlage” Brut 2015 pds 36 Pinot Nero 80%, Chardonnay 20%

Passaggio in Emilia per ritrovare una conoscenza dell’anno scorso. Complice un cambio di proprietà, che ha coinciso con l’arrivo di un nuovo enologo, e considerando che Valtidone è a soli 500 metri in linea d’aria dall’Oltrepò Pavese, l’arrocco della cuvèe rispetto all’anno scorso è giustificato. Il Pinot Nero viene allevato su lingue di terra provenienti dalla vicina DOCG lombarda con buone quantità di gesso. Il colore è in linea con i precedenti campioni, la produzione di perlage anche: unica differenza la formazione di una collarette ai lati del bevante. Naso di maggiore intensità e complessità dei precedenti  con aumento dei descrittori nella parte dei profumi. Frutto ricco di pesca e nespola, ricordi floreali di iris e glicine. Alla beva ha una struttura maggiore. Complice la provenienza da un pas dosè l’attacco risulta essere più morbido. La freschezza resta in tutto il sorso impedendo alla sapidità di emergere. La bocca resta in equilibrio dopo la deglutizione. Antonio ci ha promesso che il prossimo anno vedrà la luce il loro primo pas dosè e noi siamo qui ad aspettarlo.

Toscana, Vallepicciola, “Perlinetto” Brut 2013 pds 48  Pinot Nero 50% Sangiovese 50%

Torniamo in provincia di Siena, in una delle zone vocate del Chianti Classico: Castelnuovo Berardenga. I terreni calcareo argillosi sono la culla ideale per il Sangiovese che compone metà della cuvèe. Il Pinot Nero è allevato su pendii più alti, fino a 500 mt, allo scopo di avere maggiore finezza. Colore paglierino brillante con formazione della collarette. Naso ancora più complesso e variegato del precedente. I frutti in questo caso passano ad essere rossi. I ricordi di fragoline di bosco, ribes ed ancora note agrumate di kumquat. I fiori sono mediamente percettibili con ricordi di rosa tea. In bocca la bollicina è la più esuberante. Difficile da domare come un cavallo allo stato brado ci riempe la bocca per poi allontanarsi con eccessiva velocità. In bocca il vino ha un peso maggiore  ed un gusto più largo. Piacevolmente persistente il ricordo.

TrentoDOC Letrari, Riserva Dosaggio Zero 2012 pds 60 Chardonnay 50%,  Pinot Nero 50%

Finiamo con un prodotto trentino dove le bollicine metodo classico hanno il gusto di montagna. Siamo in Vallagarina, terra del Marzemino, appena sopra il lago di Garda. Terreni rocciosi, altitudini sopra la media conferiscono una particolare mineralità ai prodotti rendendoli profondi e contenuti al gusto. Come molte aziende del territorio la vendemmia viene fatta a a mano e le uve portate il prima possibile in cantina. Alla vista ha un colore più carico dei precedenti. La vista si impreziosisce di un fine, intenso, perlage. Al naso emergono sensazioni calde di pasticceria. Biscotti al miele appena sfornati, frutta secca e un accenno di frutta tropicale. Una nota di vaniglia leggermente minerale lega il tutto. Come anticipato però i profumi sono costretti in una fascia bene delimitata, non inebriano. In bocca la bollicina accompagna la freschezza del gusto che sovrasta con eleganza le note tostate. La sapidità trova la sua posizione nel finale di beva rendendo piacevole e duraturo il ricordo.

 

 

 

 

 

 

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