Vini d’Autore-Terre d’Italia 2018

Vini d’Autore-Terre d’Italia 2018

Abbiamo scritto la parola fine anche sulla sesta edizione di Vini d’Autore – Terre d’Italia. Sempre impeccabile  l’organizzazione di Luca Bonci & co. de L’AcquaBuona che nei giorni del 20 e 21 maggio scorsi hanno gestito una presenza massiccia di produttori, 80 cantine provenienti da tutto lo stivale per oltre 400 etichette in rappresentanza dei territori più vocati del nostro Paese.

Il pubblico ha risposto alla grande, come al solito. Seppur complice una domenica di sole estivo che ha tentato i più a crogiolarsi al sole della Versilia, nella due giorni sono state spuntate più di mille presenze. Un traguardo di tutto rispetto. Per quanto mi riguarda è stata anche l’occasione per salutare amici e conoscenti sparsi in tutto il Paese che normalmente si incontrano in manifestazioni organizzate in altre regioni.

Ma veniamo al dunque… Prima considerazione che faccio è che ho visto salire il numero delle bollicine metodo classico non solo della Franciacorta che in questa edizione annoverava cinque aziende presenti , ma anche delle altre zone vocate, Oltrepò e Trento, e con mio estremo piacere due aziende Alto Atesine. Seconda considerazione è che anche le zone non vocate stanno proponendo con crescente assiduità, prodotti metodo classico con uve autoctone che cominciano ad essere molto interessanti.

Fra questi vi segnalo due prodotti ottenuti con uve nebbiolo al 100%. Nessuna delle due aziende fa parte del “Consorzio del Nebbione” ma  entrambe parteciperanno alla seconda edizione di Nebbiolo Noblesse che si terrà a Torino e come di consueto ad Alba. Due rosè differenti per interpretazione, ma ugualmente interessanti.

Il primo è il Metodo Classico Brut Rosé Bricco Maiolica.  Primo anno di produzione quindi con qualche difetto di gioventù, ma già con le idee ben chiare dell’obbiettivo finale. I produttori Claudia e Giuseppe, hanno come traguardo un prodotto di buona struttura e di piacevole beva. Il contatto sulle bucce già da questa prima versione denota una struttura gustativa sorretta dalla naturale piacevole freschezza del nebbiolo.

Completamente diverso il Nebbiolo Metodo Classico Brut Maria Elisa Rosé 2010. Avevamo già degustato nel corso di Figli di una bollicina minore Reloaded (2013) la versione 2009 che sostava 48 mesi sui lieviti. Quella proposta supera i 108. Succulento in bocca con ricordi di frutta matura tropicale ed i classici frutti rossi del vitigno ancora fragranti. Persistente nel gusto con una bollicina setosa e delicata. Un deciso passo in avanti da quello degustato cinque anni fa. Ma il bello del vino è anche questo, mettersi sempre in  discussione e non dare mai nulla di scontato.

Per finire una tirata d’orecchie ad Andrea Picchioni che mi aveva promesso di farmi degustare il suo Profilo rosè 2009, ma domenica non era presente al suo stand… Ora ti tocca o invitarmi in cantina o spedirmelo… a te la scelta..;-)

Sommelierxte

Relatore AIS, bubbleslover, founder of Figli di una bollicina minore, ricercatore di metodi classici particolari.

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