Figli di una Bollicina Minore VII – La Piotta nel tempo

Figli di una Bollicina Minore VII – La Piotta nel tempo

Il quarto appuntamento è stato un’esperimento riuscito. La serata è stata dedicata completamente a La Piotta che si è presentata con una verticale di metodi classici per farci apprezzare l’evoluzione nel tempo. L’azienda è a conduzione familiare con 15 ha di proprietà e 25 ha  in affitto che permettono di aumentare, anno dopo anno, la produzione di MC. Le vigne si trovano a circa 400 mt. slm, su terreni prevalentemente marnosi calcarei. I prodotti in degustazione erano tutti millesimati, minimo 24 mesi a contatto con i lieviti, composti di Pinot Nero in purezza e con dosaggio extra brut, anche se in retro etichetta, per motivi commerciali, figura brut. Luca Padroggi titolare dell’azienda di Montalto Pavese, ha illustrato il territorio, la filosofia del prodotto, la longevità del vino in affinamento sulle fecce e ci ha ben condotto ad apprezzare le sfaccettature gusto-olfattive fra i vari campioni in degustazione. Inutile dire che dal tavolo dei presenti sono fioccate molteplici richieste di approfondimento. Ringrazio Luca, che ha voluto portarci così nel profondo della sua idea di vino e per aver preparato appositamente per la serata delle sboccature inedite.

DOCG Oltrepò Pavese MC PN, La Piotta, Extra Brut 2016 pds 24 Pinot Nero 100%

E’ il prodotto attualmente in commercio. Luca ci spiega che il nuovo indirizzo aziendale è quello di ottenere prodotti con meno massa colorante. In effetti i campione nel nostro bicchiere è di un giallo paglierino scarico, brillante, con buona presenza di piccole e scoppiettanti bollicine. Anche al naso l’impatto olfattivo è intenso, non completamente decifrabile, ma con descrittori di gioventù. Profumi fragranti, non solo da ricondurre ai lieviti, ma che caratterizzano anche il bouquet. Frutto a pasta gialla non completamente maturo, supportato da un fiore di timo e biancospino. In bocca entra in punta di piedi. Sembra scivolare nella nostra cavità orale. La bollicina è irruente, ma rotonda. Tende a sfuggire dal liquido, ma ravviva la sensazione di freschezza. Sul finale di beva il vino si distende e prende corpo ricordandoci che stiamo parlando di Pinot Nero. Chiusura leggermente minerale che lascia la bocca pulita ed avida di un nuovo sorso.

DOCG Oltrepò Pavese MC PN, La Piotta, Extra Brut 2015 pds 30 Pinot Nero 100%

Prodotto di cui sono rimaste poche bottiglie e che Luca ha preso direttamente dal caveau aziendale per noi. Sboccato a dicembre dell’anno scorso si è affinato in bottiglia un anno. E’ decisamente il fratello maggiore del precedente. Il colore ha preso vigore ed il paglierino ora è pieno. Le piccole perle di risalita sono più compatte e sinuose. Al naso la freschezza irruente del primo è scomparsa. Non siamo riusciti a definire esattamente se questa differenza è dovuta ed in che misura alla maggiore permanenza sui lieviti o alla sboccatura di un anno fa e non ultimo dall’andamento dell’annata. Luca ci conferma che non esistono misurini per attribuire tali pesi. Certamente è un mix di elementi che fanno sentire la differenza. Al naso cominciano ad uscire i marker del pinot nero. Piccoli frutti bi bosco, ribes, fragoline ed un accenno di susina. In bocca la bollicina è più integrata. Rotonda scivola sulla lingua con una piacevole pungenza. Nel finale di gusto abbiamo il ricordo di una nocciola tostata. Una chicca. Luca con questo vino è arrivato in finale nella selezione di una nota guida del settore, ma non ha potuto mandare i campioni per la finale in quanto non ne aveva. Ha preferito noi ad un possibile riconoscimento. Grazie ancora.

DOCG Oltrepò Pavese MC PN, La Piotta, Extra Brut 2014 pds 60 Pinot Nero 100%

Con questo campione infrangiamo la regola che vuole serviti i prodotti con presa di spuma sempre maggiore. E’ stato Luca a volere arroccare i prodotti in quanto il millesimo che ci apprestiamo a bere è stato sboccato appositamente per FBM due settimane fa. Questo lo rende ancora scontroso ed irruente, ma andiamo con ordine e proseguiamo nella degustazione. Alla vista il colore è sempre più intenso e carico. Restiamo su di un giallo paglierino ma con un tono di colore più marcato, impreziosito da file di picco perle. Naso dinamico e caleidoscopico. Si passa da accenni di frutta acerba a sbuffi di frutta candita. Tocchi di fungo porcino ed una piacevole nota di humus. Sul finale ritornano i frutti rossi del vitigno. Bocca coerente con quanto percepito al naso. La freschezza è la sensazione predominante e la salivazione è copiosa. La bollicine è integrata e setosa. In bocca il corpo è ancora irruento, ma lascia intravedere che una volta domato darà grande soddisfazioni. Peccato che ne restino solo poche bottiglie.

DOCG Oltrepò Pavese MC PN, La Piotta, Extra Brut 2013 pds 36 Pinot Nero 100%

Siamo arrivati all’annata 2013. Giustamente Luca ha voluto farci degustare prima il 60 mesi degorgiato da poco prima di questo 36 mesi degorgiato da due anni e mezzo. In questa maniera si è potuta apprezzare l’evoluzione del vino e la sua tenuta nel tempo. Alla vista il colore è carico ma in linea con il campione precedente. Le bollicine sono caute nella loro risalita all’interno del bevante. Discreta spuma alla mescita. Al naso si apprezzano profumi ridotti di nuances terziarie. Accenni di humus secco e note balsamiche di macchia mediterranea. Leggera speziatura di pepe bianco e piacevole nota minerale a supporto. Sul finale ritorno di frutti rossi disidratati. Bocca austera. La bollicina resta perfettamente integrata nel vino che scorre dritto in bocca senza allargarsi. Un leggero pizzicore non dovuto alla bollicina ci conferma la speziatura avvertita al naso. Leggera ossidazione che aiuta la struttura del vino. Persistente dopo il sorso con perfetta sincronizzazione con il naso. Freschezza e sapidità si fondono per allungare ancora di più il ricordo dopo la deglutizione.

Lombardia, La Piotta, 89/90 2013 pds 60 Pinot Nero 100%

Siamo arrivati all’ultimo campione. Questo fa parte della linea superiore dell’azienda. Quella brandizzata con la sigle 89 90. I due numeri sono gli anni di nascita di Luca e del cugino che rappresentano la terza generazione lavorativa in azienda. Oltre alla riserva 60 mesi, anche se per scelta aziendale è stato declassato a VSQ, compongono la linea un bianco fermo ed un rosso. In questo caso il dosaggio è stato abbassato a Pas Dosè in quanto Luca si propone di far uscire il territorio dai suoi vini. Il campione è stato degorgiato da un anno per cui si presenta nella sua espressione ottimale. Colore carico in linea con i precedenti. Anche il perlage è fitto e regolare. Al naso è un esplosione di frutta disidratata, con note tipiche del vitigno e una nespola. Seguono note tostate di nocciola e la presenza del minerale più marcata. In bocca è vibrante, nervoso. Le durezze sono un impianto monolitico che trascina il gusto del vino. Ha ancora tanta strada davanti. Bravo Luca.

Sommelierxte

Relatore AIS, bubbleslover, founder of Figli di una bollicina minore, ricercatore di metodi classici particolari.

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